Venerdì 24 e sabato 25 novembre, nell’ambito della Biennale del Mosaico 2017 si terrà a Ravenna, alla Casa Matha, il convegno La città dell’arte.
Il titolo allude alle città d’arte non solo come luogo di deposito storico, ma anche di stimolo per la produzione dell’arte contemporanea. Il convegno, considerando nello specifico il rapporto tra l’architettura, ‘l’arte utile’, con le altre arti e in particolare con il mosaico, si pone come obiettivo quello di andare oltre al compiacimento di un passato ricco di episodi notevoli per farne una risorsa utile anche a disegnare il futuro.

La prima giornata, venedì 24 novembre, presieduta da Maurizio Tarantino, inizierà alle 15.30.
Costruire trame, tracciare percorsi raccoglie esperienze diverse dalle quali emergono stimoli costruttivi per interventi sul territorio nel segno di una città che ha nella sua anima la vocazione verso l’arte e in particolare verso l’arte musiva. A parlare di tutto ciò e di altro saranno importanti studiosi, architetti e artisti.
Giovanna Cassese, professore di storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, inaugurerà il convegno parlando delle ‘Stazioni d’Arte’ lungo la linea 1 della metropolitana di Napoli, che hanno inaugurato un nuovo modo di ideare aree di transito che uniscono architettura e arte.

Seguirà un intervento di Leonardo Sangiorgi, uno dei fondatori dello ‘Studio Azzurro’ di Milano, dal titolo Video esplorativi e beni culturali non tangibili per proporre ricerche di temi, mercati e pubblico fuori dai canoni tradizionali.

Il gruppo composto da Massimiliano Casavecchia, Fabrizio Corbara, Cetty Muscolino, Paolo Racagni presenterà il progetto Ondacheesonda per la mobilità di collegamento tra la basilica di Sant’Apollinare in Classe e il Museo della Città e il Territorio di Classe, caratterizzato da risorgive di mosaico che si collegano idealmente al ‘Mosaico dell’onda’ per sancire lo stretto legame tra Ravenna e il mare, ma anche suggerendo la presenza di una ricchezza stratigrafica che va dall’archeologia a un recente passato che vedeva quei luoghi percorsi dagli operai che si recavano al lavoro nello Zuccherificio.

Seguirà l’associazione il Dis-Ordine con il progetto del mosaico IL FILO e LE ALI – Il Giardino del Labirinto: un percorso di consapevolezza in fase di realizzazione nel giardino di fronte al Carcere di Ravenna, a Port’Aurea. Del mosaico che ha come tema gli elementi della natura presenti nell’opera di Dante, parleranno gli ideatori Giampiero Corelli, Paolo Gueltrini, Marcello Landi.

Chiuderà la prima sessione un relatore d’eccezione, lo storico dell’arte Andrea Emiliani con La vita delle forme nel paesaggio. Emiliani affronterà il tema delle strutture generatrici del paesaggio, inteso come ambiente prodotto dalle forme della naturale e dell’artificio introdotte dall’uomo, per contrastare la crisi del museo e del sistema delle arti – innescata dalla reazione della globalizzazione monetaria e della liberalizzazione economica privatizzatrice – che incombe come uno degli aspetti di una mutazione pervasiva, già visibile nei problemi della scuola e dell’istruzione, con grave danno per la società.

La seconda giornata, sabato 25 novembre, presieduta da Alberto Giorgio Cassani, inizierà alle 9.30.
Ogni costruzione è fatta di frantumi vuole ripercorrere tre momenti fondamentali del rapporto millenario tra mosaico e architettura, attraverso tre grandi figure di architetti del Novecento che tale tema hanno inserito nella loro opera.

Di Antoni Gaudí (1852-1926), parlerà il massimo conoscitore al mondo della sua opera, Juan José Lahuerta, professore d’Història de l’Art i l’Arquitectura e direttore della Càtedra Gaudí alla Escola Tècnica Superior d’Arquitectura di Barcellona. Del celeberrimo architetto catalano verranno mostrate le opere più famose come Casa Battlò a Barcellona (1904-1906), trasformata così in una cascata di ‘coriandoli’ multicolori realizzati con la tecnica del trencadís e altre ancora.

Monica Centanni, professore associato di Lingua e letteratura greca allo Iuav di Venezia farà conoscere l’opera di Dimitris Pikionis (1887-1968) l’architetto greco che compone un incredibile intarsio di pietre, accuratamente accostate e incastrate, a formare i sentieri di fronte all’Acropoli, la passeggiata archeologica che conduce ai Propilei e al Partenone (1954 al 1957), e che accompagna il viandante – con tempi lenti che il turista odierno non è più abituato a concepire – a uno dei luoghi più celebri del mondo.

Di Carlo Scarpa parlerà un suo ex allievo: Manlio Brusatin già professore alle Università di Venezia, Milano e Sassari. Con Tessere colorate. Carlo Scarpa Brusatin racconterà dell’architetto veneziano che utilizza, con gusto ‘viennese-giapponese’, tessere di murrine bianche, nere, argento e oro, a contrassegnare il margine di un muro o a tracciare un’ideale linea di orizzonte, in solo apparente contrasto con quel materiale a prima vista così amorfo come il cemento armato (si veda il suo capolavoro, la Tomba Brion a San Vito d’Altivole ,TV, 1969-1978, scelto anche per l’immagine del manifesto e dell’invito in una fotografia di Guido Guidi).

Il convegno è organizzato da Fondazione Flaminia, Scuola Superiore di Studi Sulla Città e il Territorio in collaborazione con Comune di Ravenna, RavennAntica, Mar, Istituzione Biblioteca Classense, Accademia di Belle Arti, Dis-ORDINE e Casa Matha.

Clicca qui per scaricare l’invito al convegno

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