Parco Archeologico di Baratti e Populonia – Cantiere delle Antiche Navi di Pisa
Sabato 14 – domenica 15 maggio 2016

Sabato 14 maggio:
Ore 06:45 Incontro in P.zza Vacchi a Ravenna e partenza per il Golfo di Baratti.
Viaggio in pullman Gran Turismo con soste di ristoro durante il percorso.
Arrivo al Parco Archeologico di Baratti e Populonia per le ore 12:30 e pranzo in ristorante riservato.
Nel pomeriggio incontro con la guida e passeggiata guidata nel centro storico. A seguire incontro con la nostra guida e visita al Parco Archeologico di Baratti e Populonia ed in particolare visita guidata riservata al cantiere di scavo di Poggio del Molino diretto dall’Archeologa Carolina Megale. Alle ore 18:00 trasferimento per Pisa. Sistemazione in Hotel 4*. Cena in hotel

 

Domenica 15 maggio:
Prima colazione in hotel. Alle ore 09:00 incontro con la guida e partenza per la visita guidata esclusiva del Cantiere delle Antiche Navi di Pisa. Alla fine della mattinata tempo libero per il pranzo. Alle ore 14.30 ritrovo con la guida per una passeggiata guidata nel centro storico di Pisa. Alle ore 17:00 partenza per Ravenna. Soste di ristoro durante il percorso. Arrivo previsto a Ravenna, in Piazza Vacchi verso le 21:00

 
Il programma è soggetto a variazioni.
Quota di partecipazione per persona (minimo 40 partecipanti):
in camera doppia 250€
in camera singola 280€
supplemento min. 30 partecipanti € 25.00 – supplemento min. 25 partecipanti € 40.00

 

La quota comprende:
Viaggio andata e ritorno in pullman 50 posti
Sistemazione in camera doppia Hotel 4*
N.1 pranzo (comprensivi di bevande)
N.1 cena (comprensiva di bevande)
Visite guidate al Parco Archeologico di Baratti e Populonia e al Cantiere delle Antiche Navi di Pisa
Passeggiata guidata nel centro di Pisa
Accompagnatore da Ravenna
Ingresso ai siti indicati in programma
Servizio audio guida
Assicurazione medica e bagaglio Filo Diretto

 

La quota non comprende:
Pasti non indicati
Mance ed extra in genere non indicati in programma
Eventuale tassa di soggiorno a Pisa
Tutto quanto non specificatamente indicato alla voce “La quota non comprende”
Iscrizioni con acconto di 150€ entro lunedì 29 marzo presso gli uffici di RavennAntica.
Saldo entro venerdì 15 aprile 2016.

 
ORGANIZZAZIONE TECNICA:
“I viaggi di mercatore”
via Ravegnana, 219/d Ravenna
Tel. 0544 400786

Giovedì 21 aprile, alle ore 18, presso la Domus dei Tappeti di Pietra conferenza a cura dell’Archeologa Carolina Megale, responsabile dello scavo di Poggio del Molino (Populonia), area archeologica in corso di restauro e valorizzazione, la cui direzione scientifica è affidata all’Università di Firenze e i restauri dei mosaici e delle strutture murarie alla Fondazione RavennAntica. Ogni anno, da maggio a settembre, il sito si popola di studenti e volontari coinvolti in attività di scavo e restauro diretti dall’ Archeologa Carolina Megale che, in questa occasione, ci fornirà una descrizione dettagliata di carattere storico e artistico del cantiere. Sarà presente anche Paola Perpignani, responsabile dei laboratori di restauro di RavennAntica, per illustrarci la parte del progetto inerente allo stato conservativo dei mosaici e delle strutture murarie del sito.
PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA
Interessa un’area di 400 ettari ed ospita uno degli scenari più rappresentativi della civiltà etrusca; fa da sfondo un promontorio immerso nel verde che si affaccia sul mare. La visita al parco permette di visitare le testimonianze della nascita e dello sviluppo di uno dei maggiori centri della civiltà etrusca in relazione all’attività di trasformazione del ferro elbano, attraverso diversi itinerari: la “Via del Ferro” attraversa la parte monumentale del parco (necropoli, edifici industriali ed aree metallurgiche); la “Via delle Cave” è un sentiero circolare immerso nella vegetazione che percorre la parte alta del parco, alla scoperta delle antiche cave etrusche di calcarenite. Possiamo infatti visitare la Necropoli delle Grotte, la quale ci offre un’ampia visuale sull’architettura funeraria etrusca, i caratteristici tumuli a volta o a cupola, che ci hanno riportati interessanti notizie sulla vita quotidiana e la storia del popolo etrusco. Tutta l’area delle cave è stata usata in epoca ellenistica (IV – III secolo a.c.) per ricavarvi tombe a camera. Procedendo in senso orario possiamo ammirare una suggestiva visuale del golfo di Baratti e della Val di Cornia.
SCAVO DI POGGIO DEL MOLINO
L’Area Archeologica di Poggio del Molino sorge sul versante settentrionale dell’omonimo promontorio, che funge da spartiacque tra la spiaggia di Rimigliano a nord e il Golfo di Baratti a sud. L’edificio antico si estende su un pianoro posto a circa 22 m s.l.m. che domina, a occidente, il tratto di mare compreso tra San Vincenzo e l’Isola d’Elba e, a oriente, le colline del distretto metallifero di Campiglia Marittima e la pianura che in antico ospitava il lago di Rimigliano. La prima fase dell’insediamento risale alla metà del II secolo a.C., quando fu costruito un imponente edificio fortificato che doveva proteggere il territorio e la città di Populonia dagli attacchi dei pirati che in quel periodo infestavano il Mediterraneo.
Con la vittoria di Pompeo contro i pirati, nel 67 a.C., la funzione dell’edificio venne meno e tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C. fu trasformato in fattoria con annessa cetaria, uno stabilimento artigianale destinato alla produzione di garum e salsamenta (salse di pesce ottenute con diversi procedimenti), attrezzato con vasche per la macerazione del pesce. La produzione del garum cessò nella seconda metà del I secolo d.C. e intorno alla metà del II secolo, l’intero edificio subì una profonda ristrutturazione che gli conferì i caratteri di una villa marittima. Attorno ad un ampio peristilio centrale si affacciavano a sud-ovest il quartiere residenziale, con stanze da letto e da pranzo riccamente affrescate e pavimentate a mosaico, a nord-est il complesso termale, di cui restano
ampie porzioni anch’esse impreziosite da pavimenti a mosaico, e a sud-est il quartiere domestico-servile, con la cucina e gli alloggi del personale.
CANTIERE DELLE ANTICHE NAVI DI PISA
Nel 1998 in occasione di alcuni lavori per la stazione di Pisa S. Rossore, posto in cui le Ferrovie avrebbero voluto costruire un centro di controllo della linea tirrenica, sono stati rinvenuti reperti archeologici identificati poi con antiche navi affondate a causa di ripetute alluvioni in quello che era l’incrocio di un canale della centuriazione pisana con il fiume Serchio. Un ritrovamento che non ha confronti nella storia dell’archeologia navale (e forse dell’archeologia, dentro e fuori Italia): circa 30 navi databili tra il III secolo a.C. ed il VII d.C. con i loro carichi di gioielli ed utensili vari, anfore, monete. 10.650 metri quadrati (3.500 di scavo vero e proprio; 1.700 di laboratori e centro restauro) che i visitatori possono attraversare con un percorso guidato. È stato allestito un cantiere con percorsi attrezzati per renderlo visitabile anche durante il normale svolgimento dei lavori, permettendo così di osservare le attività di scavo, restauro e studio in corso, e l’annesso Centro di restauro del Legno Bagnato, dove vengono restaurati e conservati i molti reperti, anche organici, recuperati a bordo delle navi. L’unico laboratorio in Europa per il trattamento ed il restauro del legno bagnato.
Nel 2004 è iniziata una seconda campagna di scavi, nella cosiddetta area 4, durante la quale si è scoperta un’ulteriore imbarcazione, la cosiddetta Nave c-Alkedo, e si è potuto condurre analisi stratigrafiche accurate che hanno permesso una datazione migliore del reperto e del sito stesso. Le imbarcazioni, tra navi da trasporto e barche fluviali, sono perfettamente conservate grazie alla particolare situazione di completa mancanza di ossigeno e la presenza di falde sotterranee. Si è recuperato buona parte del carico di queste navi contenuto in anfore e vasi, dagli studi approfonditi si è potuti risalire anche a valide ipotesi sull’area di provenienza delle navi che sarebbero giunte
da varie parti del Mediterraneo: Gallia, Campania, Adriatico.
Le lavorazioni al cantiere delle Antiche Navi di Pisa sono in fase di completamento, lo scavo archeologico si è concluso ormai da più di un anno e si avvia conclusione anche il restauro dell’ultima imbarcazione.
Attualmente la visita consiste in un percorso guidato che dall’alto dell’area di scavo, attraverso una pannellistica, introduce alla geomorfologia del sito nell’antichità, alla storia del ritrovamento e alle problematiche emerse nelle varie fasi delle campagne di scavo; si visitano poi i Laboratori di restauro del Legno Bagnato per scoprire da vicino le tecniche innovative applicate nei restauri delle imbarcazioni e il piccolo antiquarium, in cui sono esposti i reperti mobili più notevoli rinvenuti: di recente l’esposizione si è arricchita di un plastico che documenta le più importanti fasi dello scavo archeologico.

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