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"Felix Ravenna: storie e tesori del V e VI secolo, provenienti dall'alto Adriatico, raccontati nella nuova mostra archeologica promossa da RavennAnticaIeri mattina, presso il Circolo della Stampa di Milano, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della nuova mostra promossa da RavennAntica “Felix Ravenna La croce , la spada e la vela: l’alto Adriatico fra V e VI secolo” che sarà inaugurata il prossimo 9 marzo nel complesso di San Nicolò. Oltre al professor Carlo Bertelli ed al professor Andrea Augenti, i due curatori della mostra, erano presenti la presidente ed il direttore di RavennAntica Elsa Signorino e Sergio Fioravani e l’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Alberto Cassani. Una volta divenuta capitale dell’impero nel 402, Ravenna vede accrescere in misura notevole la sua superficie e il numero dei suoi monumenti, il che costituisce l’apertura di un nuovo capitolo della sua storia. Contestualmente il centro si apre a commerci e a relazioni culturali di carattere transregionale e internazionale. Tra gli interlocutori di Ravenna ci sono l’Africa e il vicino Oriente e, più vicina, l’area dell’alto Adriatico. Qui si trova una serie di città di considerevole importanza fin dall’età romana, a cominciare da Aquileia, centro portuale al quale Ravenna si sostituisce come primo approdo commerciale per la zona. Inoltre, nello stesso periodo, nell’area in questione nascono nuove città, come Grado, un castrum fondato nel V secolo. Tra V e VI secolo, e in particolare dopo il 540, anno della conquista di Ravenna da parte dei Bizantini, la rete che interconnette questi centri urbani e i territori circostanti si fa sempre più fitta. Ne danno testimonianza le rotte commerciali, alle quali fa riferimento Cassiodoro (ad esempio dall’Histria giungevano a Ravenna vino ed olio al tempo di Teoderico) e poi ancora Agnello. Traccia di questi rapporti si nota anche nel campo dell’artigianato storico-artistico, che trova nei mosaici una delle sue voci fondamentali per quest’epoca. Più in generale, la costa adriatica - e soprattutto l’alto Adriatico - diviene fin dal V secolo una delle aree più rappresentative relativamente alla costruzione di nuovi edifici ecclesiastici e alla produzione della loro decorazione, in scultura e mosaico (a differenza del resto della penisola, dove l’attività edilizia non risulta così intensa). Sembra anzi di individuare per il VI secolo una sorta di competizione tra le città di questo territorio (e tra le élites che le governano), che passa per la realizzazione di edifici ecclesiastici dalle dimensioni sempre più ampie e dalle ricche e ricercate decorazioni. Le tracce di questo fenomeno si possono riscontrare negli edifici di Ravenna, Aquileia, Grado, Pola, Parenzo. Esistono infine singoli oggetti che fanno fede dello stretto rapporto esistente tra Ravenna e l’arco dell’alto Adriatico. Ci riferiamo in particolare alla cassetta di Pola, nei cui rilievi - secondo le ultime e più accreditate interpretazioni - viene raccontato il pellegrinaggio a Roma di una coppia istriana. Esiste però una vecchia tradizione di studi - secondo alcuni ancora valida - che identifica i personaggi come Galla Placidia e Valentiniano III in pellegrinaggio a Roma. O ancora, ci riferiamo al reliquiario conservato presso la chiesa di S. Eufemia a Grado, che contiene le lamine con i nomi dei santi ai quali erano attribuite le reliquie ivi contenute. Tra questi spicca il nome di San Severo, vescovo ravennate del IV secolo (e protagonista della mostra ravennate Santi Banchieri Re). La mostra è stata concepita appositamente per raccontare questa vicenda, suddividendola in più sezioni. L’esposizione prende le mosse da nuovi esempi di mosaici provenienti dalla basilica di San Severo a Classe, restituiti alla fruizione del pubblico dopo un adeguato restauro. I tesori da Classe, da Rimini, da Isola Rizza (Museo di Verona), i piatti da Cesena e Castelvint, gemme provenienti da Aquileia e da Ravenna fanno fede della ricchezza materiale di questa zona nel periodo in questione. In particolare, il tesoretto rinvenuto a Classe negli scavi del 2004, composto da sette cucchiai ed una coppa in argento, costituisce una delle più importanti scoperte degli ultimi anni in area ravennate. A questi oggetti, appannaggio dei ceti dirigenti, si affianca una scelta di contenitori da trasporto e altre ceramiche provenienti dal porto di Classe, utili per illustrare la tipologia ed il volume dei commerci che Ravenna gestisce e trasferisce in parte verso l’area adriatica. Nella mostra troverà inoltre posto la ricostruzione di un intero magazzino del porto di Classe, distrutto in un incendio al tempo di Teoderico e rinvenuto, nel 2005, con tutto il suo prezioso contenuto di anfore che trasportavano vino ed olio. Numerosi altri reperti verranno poi impiegati per illustrare l’artigianato destinato al mercato di ambito ecclesiastico: si tratta di oggetti in metallo (pissidi, reliquiari, cucchiai per uso liturgico), ma anche sculture e pavimenti a mosaico, presenti in mostra con esempi dal Ravennate e dal resto dell’area in questione. La totalità di questi oggetti dimostra l’esistenza di correnti culturali ed artistiche diffuse nel periodo in questione in tutto l’arco dell’alto Adriatico. La società del periodo era infine contraddistinta da un alto tasso di militarizzazione: per illustrare questo aspetto saranno esposti alcuni significativi armamenti ed accessori del vestiario militare, come l’elmo conservato nel Museo di Crecchio, il pugnale del Museo dell’Alto Medioevo (Roma) e alcuni corredi funerari da Zagabria. Felix Ravenna s’annuncia quindi come un nuovo felice capitolo della vicenda espositiva di RavennAntica, un ulteriore motivo per visitare la città e riscoprire i suoi tesori. FELIX RAVENNA La croce, la spada, la vela: l’alto Adriatico nel V e VI secolo Ravenna - Complesso di San Nicolò - Via Rondinelli 6 Inaugurazione: 9 marzo 2007 Periodo: 10 marzo / 7 ottobre 2007 Orari di visita: tutti i giorni feriali e festivi dalle ore 10 alle ore 18.30 INFO: tel. 0544.36136 oppure 0544.213371/ www.felixravenna.it |
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