Sono Silverstein Valli Duo & Friends gli ospiti del secondo appuntamento della rassegna Tamo Barocca. I concerti di Accademia Bizantina, promossa dall’ensemble Accademia Bizantina in collaborazione con Comune di Ravenna e Fondazione RavennAntica presso gli spazi del Museo Tamo – Tutta l’Avventura del Mosaico.

Domenica 17 settembre, alle ore 11, Elicia Silverstein e Chiara Zanisi (violini), Diego Mecca (viola), Elinor Frey e Mauro Valli (violoncello), saranno impegnati nell’esecuzione dal titolo Postuma meraviglia di un tragico destino, ossia il Quintetto per archi in do maggiore, D. 956, op. 163, di Franz Schubert, del 1828, anno della sua morte.

Insieme, Alicia Silverstein e Mauro Valli compongono senza dubbio un duo straordinario. Mauro Valli è nato a Sant’Agata Feltria, lo stesso paese che ha dato i natali ad Angelo Berardi, e discende dalla grande scuola di Camillo Oblach, il leggendario violoncellista (prediletto da Toscanini per il suo magico suono di velluto) che fra i tanti allievi ebbe Giorgio Sassi e Amedeo Baldovino, entrambi maestri di Valli. Membro fondatore e violoncello solista dell’Accademia Bizantina, è anche primo violoncello de “I Barocchisti” di Lugano diretti da Diego Fasolis.
Di recente formazione è proprio questo duo con la violinista newyorchese Elicia Silverstein, che si sta affermando sulla scena internazionale come una delle specialiste di musica barocca più interessanti della sua generazione. Silverstein sta infatti rapidamente raccogliendo elogi per le sue interpretazioni del repertorio che va dal XVII al XXI secolo. Sia su strumenti storici che moderni, sia come solista con orchestra che come musicista da camera, il suo approccio creativo e riflessivo la distingue sempre.

Il Quintetto per archi in do maggiore D.956 fa parte dell’ultima, straordinaria costellazione di composizioni schubertiane: ultimato a poche settimane dalla morte, si colloca nella stagione creativa dello Schwanengesang D.957, dell’ultimo trittico di Sonate per pianoforte D.958-960, della Decima Sinfonia D.936. Ed è anche il suggello della sua produzione da camera, dopo che aveva già completato, a fine giugno 1826, il Quartetto D.887. La composizione viene a volte ricordata come “Il Quintetto del violoncello”, perché è strutturata come un quartetto d’archi standard al quale si aggiunge un violoncello invece di una viola, cosa di solito più usuale in un quartetto d’archi convenzionale. Fu composto nell’autunno del 1828, poco prima della morte di Schubert, ma la prima esecuzione del brano non avvenne fino al 1850, mentre la pubblicazione dovette attendere fino al 1853. Unico quintetto per archi a pieno titolo del compositore austriaco, il D.956 è stato definito sublime e pregno di un pathos senza fine, ed è unanimemente considerato sia il miglior brano di musica da camera di Schubert che una delle più grandi composizioni di tutta la musica da camera.

L’appuntamento successivo, il 24 settembre, vedrà invece protagonista l’Archipelago Ensemble, che eseguirà musiche di Buxtehude, Migali, Handel e Locatelli.

Il mese di ottobre si apre domenica 1 con il duo Stravaganze Musicali e musiche di Mealli, Rossi, Albertini, Corelli, Handel e Bach, seguito l’8 ottobre dal Lira Celeste ensemble che eseguirà musiche Corrette, Campra, de Boismortier, Marchand e de Visée.
Il penultimo appuntamento della rassegna, il 15 ottobre, vedrà arrivare al Tamo l’Ensemble Quadrios (traversiere, violino, viola da gamba e clavicembalo) con musiche di Telemann, mentre a chiudere la manifestazione, domenica 22 ottobre, saranno i cinque oboisti de Les Hautbois du Roy con un programma comprendente, tra gli altri, Purcell, Janitsch e Tollett.

Clicca qui per scaricare la cartolina dell’iniziativa

Biglietti: 10 euro intero, 7 ridotto (under 26, over 65)
Omaggio a tutti i soci di Accademia Bizantina
Abbonamenti: 55 euro intero e 37 ridotto.

Per informazioni:
info@accademiabizantina.it
www.accademiabizantina.it
tel. 0545 61208
Facebook: Accademia Bizantina – Ottavio Dantone

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